Post

Sesto Bollo, Franco Bollo

Immagine
Il Valore odierno, annullato e viaggiato, è un 5 Centesimi del 1922, raffigurante il Re dei Belgi Alberto Leopoldo Clemente Maria Meinardo di Sassonia-Coburgo-Gotha in uniforme da Tenente Generale dell'esercito. Qualche tempo fa ho letto un articolo dove si suggeriva che Vittorio Emanuele III, all'alba del 9 Settembre 1943, non stesse fuggendo da Roma, bensì cercasse di imitare quanto fatto da Alberto I nell'Agosto del 1914. Quest'ultimo, nei primi giorni dell'invasione Tedesca del Belgio, dopo le disastrose sconfitte subite a Liegi ed Anversa e con la stessa Bruxelles occupata, aveva rifiutato di seguire il suo Governo in Francia scegliendo di restare a La Panne. Questa era la sola città che i Tedeschi non erano riusciti ad occupare, grazie alla provvidenziale decisione dello Stato Maggiore Belga di crearle intorno una fascia di protezione costituita da terreni allagati tramite il taglio degli argini del fiume Yser. Lo scrivente non si pronuncia sulla validità dell...

Settima monetina del Venerdì

Immagine
  Trattasi di una " 2 Francs - " del 1943. Come quello della settimana scorsa, anche questo pezzo è stato emesso da un paese Europeo durante una fase particolare della sua Storia.  Colpisce subito l'attenzione il nome del Potentato emittore, " État français ", ovvero la Francia di Vichy, e la scritta " Travail Famille Patrie "  che il Maresciallo Petain volle in sostituzione dell'infinitamente più bello, ma a lui antipatico,  " Liberté, Égalité, Fraternité " Qualche dettaglio tecnico.  La monetina, peso 2,2 g per 27 mm di diametro ed allineamento " alla Francese " è realizzata in Alluminio. Presenta al diritto un inquietante ascia bipenne tra 2 spighe di grano, che sovrasta la scritta  " État français " Mentre al rovescio troviamo l'indicazione della tariffa, tra 2 foglie di quercia, sovrastata dalla scritta  " Travail Famille Patrie "  e sovrastante il millesimo di produzione.  P.S. L'assenza del seg...

Emanuele Filiberto governatore delle Fiandre

Immagine
Mentre il Duca di Savoia li batteva ripetutamente in Francia, i francesi in Piemonte s’erano impadroniti di Vercelli. Il nemico era forte ora di tre eserciti, quello di Enrico II e del conestabile di Montmorency, quello del Principe della Roche sur Yon e quello del Duca di Nevers. Contro le ingenti forze dell’avversario, Carlo V non aveva sufficienti uomini, né poteva servirsi di prospere finanze. Si volle dunque temporeggiare per logorare il nemico e così Emanuele Filiberto, con 20.000 fanti e 5000 cavalieri non poteva e non doveva fare altro che tenere il campo, si mise alle calcagna dei francesi e ne molestò le retrovie in più occasioni. Dall’Italia giungeva la lieta notizia della sconfitta dei francesi nella Guerra di Siena, ma era la città di Renty ora nei pensieri di Emanuele Filiberto. Enrico II la teneva sotto assedio ed aveva fatto occupare una vicinissima collina in modo da sorvegliare le operazioni dall’alto. Il 13 agosto 1554 il Duca di Savoia volle scalzarlo: gli imperiali...

I Cavalieri di Santo Stefano nei Dardanelli

Immagine
I Cavalieri di Santo Stefano non ebbero mai una flotta imponente eppure rappresentarono un nemico temibilissimo per i corsari turchi rendendosi protagonisti di imprese ardite anche nel cuore dei mari ottomani. Il 28 giugno del 1626, infatti, l’ammiraglio stefanita Giulio Barbolani, Conte di Montauto, si spinse fino ai Dardanelli cogliendo di sorpresa i turchi che nulla poterono quando le navi toscane ingaggiarono un lungo combattimento contro i loro vascelli. Le imprese di Barbolani erano iniziate nel 1611 a Disto, una fortezza di Negroponte, a cinque miglia dal mare. Il 6 maggio di quell’anno sbarcò le sue milizie e le guidò alla scalata della fortezza, prendendola e catturando artiglieria e abitanti. Nella notte del 18 maggio del 1613, assistito dal Conte di Candale, veterano delle Fiandre, assaltò la fortezza di Elimano, in Carmania, liberando 237 cristiani ridotti in schiavitù ed acquisendo 313 prigionieri turchi, sedici cannoni, un opulento bottino di merci e due galee di Cipro ch...

Camicie rosse d’Irpinia

Immagine
L’insurrezione nella provincia di Avellino fu affidata dal Comitato d’Azione di Napoli a Giuseppe De Marco di Paulisi. Questi riuscì a fondare nella valle vitulanense ben ventuno comitati da cui provennero oltre settecento volontari. I giovani d’Irpinia finirono col costituire i Cacciatori Irpini, formazione di cui lo stesso De Marco fu tenente colonnello per nomina del generale Garibaldi. Numerosi disertori dell’esercito borbonico confluirono nelle loro fila, affiancati da altri che lasciarono i ranghi dei pontifici di Benevento ed entrarono nella Compagnia beneventana di Domenico Mutarelli. Ad Avellino, Lorenzo de Conciliis, in stretto contatto con Pasquale Stanislao Mancini, ricoprì l’incarico di prodittatore del governo provvisorio, mentre Francesco De Sanctis, ritornato dal’esilio svizzero, fu nominato, dallo stesso Garibaldi, governatore della provincia. Dei tanti irpini che sguirono l’Eroe dei Due Mondi nella Campagna del Volutrno qualcuno partì già coi Mille da Quarto, parliamo...

Quinto Bollo, Franco Bollo

Immagine
Proseguo nella presentazione dei mie Bolli, oggi ci spostiamo nell'Austria Felix. L'emissione odierna, annullata & viaggiata, è stata stampata nel 1908 per conto, come possiamo leggere nel bordo, del  Kaiserlich und Königlich Österreichischepost che tradotto dal Tedesco dovrebbe essere Imperiale e Reale Posta Austriaca Il Francobollo presenta il ritratto giovanile dell'Impiccatore, ed è stato emesso in occasione del 60esimo anniversario della sua, mai troppo esecrata, ascesa al trono. A sx del volto leggiamo il suo nome in Latino, ed a dx il millesimo di incoronazione. Non ho idea dell'importanza della tariffa, 30 Heller ovvero centesimi di Corona, ma nel Regno d’Italia con quella cifra spedivi una lettera nell'Interno. Anche questo Valore è un gradito dono di Adelfio Bozzato, titolare, assieme al fratello Adoriano, del Gran Bazar a Cavallino-Treporti ( Ve ), verosimilmente il miglior, e più conveniente, negozio di abbigliamento, giocattoli ed articoli da campeg...

Sesta monetina del Venerdì

Immagine
Trattasi di una " 25 Pesetas - 1957 " del 1958. Questo è stato emesso in Spagna durante una fase particolare della sua Storia, ma non on dovete pensare che il mio giudizio su Franco sia del tutto negativo.  Contrariamente ad altri che si riconoscono nei valori della Sx non ho nessun problema ad ammettere che il Caudillo è riuscito a fare ALMENO una cosa INDISCUTIBILMENTE buona!! Ha fatto di se stesso cibo per vermi, e questa è una cosa per cui i vermi, sentitamente, ancora oggi lo ringraziano!! 😇 Qualche dettaglio tecnico.  La monetina, peso 8,5 g per 26,5 mm di diametro ed allineamento " alla Francese ", è realizzata in Cupronickel ( 75% di rame ). Presenta al diritto lo sgradevole ritratto, volto a Dx, di Francisco Franco circondato dalla scritta FRANCISCO FRANCO CAUDILLO DE ESPAÑA POR LA G.DE DIOS · 1957 · Mentre al rovescio il povero stemma spagnolo, col " Plus Ultra " sulle colonne, è costretto a coabitare con pessimi simboli, tipo la Falange e L...