Sordello e Carlo d’Angiò
Sordello da Goito fu il più celebre dei trovatori italiani. Buon musico e buon cantore, cavaliere di Carlo d’Angiò e barone di feudi in Abruzzo. La fama di Sordello è soprattutto dovuta a Dante. Il fiorentino lo cita nel De vulgari eloquentia (I, 15, 2) come esempio di chi si è allontanato dal proprio volgare municipale e lo inserisce anche tra le anime del Purgatorio nella Divina Commedia dove mostra i principi negligenti e suscita nel viandante la nota invettiva: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”. Sordello trascorse un lungo periodo formativo alla corte di Azzo VII d’Este, dove conobbe Rambertino Buvalelli che gli fece da maestro per i primi rudimenti dell’arte poetica, si spostò a Verona, poi in Spagna, in Portogallo ed in Provenza dove, dal conte Raimondo Berengario IV, fu insignito della nomina di cavaliere e gli furono donati alcuni feudi. Durante il soggiorno in Provenza perfezionò la conoscenza dell...