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Guido d’Arezzo, l’inventore delle note musicali

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Alcuni aspetti importanti della sua vita sono raccontati in Ad michahelem una lettera indirizzata ad un frate del monastero di Pomposa, dove risiedette per qualche tempo, ma la documentazione sulla figura di Guido d’Arezzo, l’inventore delle note musicali, è davvero scarna. Nacque in Toscana nel 990, ad Arezzo secondo il monaco benedettino Sigbert de Gembloux, e morì nel Monastero di Fonte Avellana intorno al 1030. Da bambino ricevette un’eccellente formazione musicale presso la scuola del duomo di Arezzo, dove in seguito divenne suddiacono, secondo l’archivio episcopale della cattedrale. Fu a Pomposa, vicino a Ferrara, dal 1013 e da qui, entrato in conflitto con l’abate della comunità per le sue innovazioni musicali e pedagogiche, fu spostato dal Vescovo Teobaldo ad Arezzo. Nell’undicesimo secolo, la notazione musicale persisteva sotto forma di neumi. Emersi nell’VIII secolo, questi segni grafici consistevano in lunghi melismi cantati su una sillaba e formule melodiche e ritmiche note...

Ankon, l’Ancona greca

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Ankon, l’Ancona greca, nacque nell’ampia insenatura che, “a gomito” (ank significa proprio questo), si protende dal Colle Guasco e definisce uno scalo marittimo naturale nell’Adriatico, ben protetto dai venti. Il sito fu un ponte tra Occidente e Oriente, nodo di scambi culturali e commerciali tra popoli differenti, e nel 387 conobbe l’insediamento dei greci siracusani di stirpe dorica divenendo una delle polis più a nord della colonizzazione greca in Occidente. Sicuramente nella seconda metà del VI secolo a.C., Ankon era parte di una estesa rete di piccoli scali greci, costituiti probabilmente solo da attrezzature portuali e magazzini, sui quali si incentrava l’attività commerciale attica in quello spicchio di Mediterraneo. Ancona si trova infatti sulla rotta seguita dalle navi provenienti dalla Grecia. La rotta partiva da Iader, l’antica Zara, era la più seguita dai commercianti dell’Egeo che risalivano la costa illirica e poi si proiettavano in Italia. Essa attraversava il mare apert...

Le Guardie d’Onore del Regno di Napoli

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Gioacchino Murat si insediava sul trono di Napoli nel 1808. L’anno dopo istituiva le Guardie d’Onore. Corpo pretoriano cui era affidato il compito di servire e proteggere il sovrano, le guardie erano costituite da giovani d’età compresa tra i diciotto ed i trent’anni, con fisico e attitudine adatti, provenienti da famiglie nobili o borghesi con una rendita annua di almeno 400 ducati, incluso il mantenimento del proprio cavallo. Era una commissione specifica a redigere le liste d’iscrizione per ciascuna provincia ed a valutare l’idoneità dei candidati. L’idea di arruolarsi in questo corpo però non fu accolta con entusiasmo, così alla richiesta volta ai vari comuni dal segretario generale dell’Intendenza di Terra di Lavoro per conoscere i nominativi degli “allistati”, la maggior parte delle risposte fu negativa. Innanzitutto venivano presentati impedimenti di carattere economico che portarono anche chi inizialmente era stato reclutato a chiedere esoneri o trasferimenti in altri corpi. Mo...

Bollo, Franco Bollo

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Lunedì 07 Settembre Adelfio Bozzato, titolare, assieme al fratello Adoriano, del Gran Bazar a Cavallino-Treporti ( Ve ), verosimilmente il miglior, e più conveniente, negozio di abbigliamento, giocattoli ed articoli da campeggio esistente nella Provincia di Venezia e forse dell'intero Alto Adriatico, mi ha fatto dono della Sua collezione di monetine, miniassegni & valori bollati. La collezione è vasta, ma già ad un'occhiata superficiale risultava evidente come negli ultimi anni Adelfio avesse trascurato di lavorarci. Ho pensato che sarebbe stato bello ordinarla, sistemando i vari francobolli per potentato di emissione. Primo frutto del mio lavoro sono questi 11 valori bollati, che arrivano dalla sventurata terra dell'Afghanistan.  Le dimensioni dei bolli, la scelta dei colori e la cura dei disegni indicano che si tratta di emissioni " commemorative ". Il fatto che lo stesso soggetto si ripeta su bolli diversi variando solo nella tariffa e nella scelta dei colo...

Seconda Monetina del Venerdì

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Nella mia Prima " Monetina " vi raccontavo di come, a causa di un piccolo incidente che non sarebbe dovuto avvenire, ero entrato in possesso di una 2 Lire in Acmonital del 1940 e di altre 6 sue sorelle. A casa questo materiale si è aggiunta agli altri pezzi già in mio possesso ed io ho pensato di farvi cosa gradita presentandole tutte, una alla settimana. Parto da Lei. La palma da datteri raffigurata al diritto mi aveva fatto pensare subito allo Stato d'Israele, convinzione rafforzata dalla presenza in basso e nel rovescio di caratteri " ebraici ". Questa convinzione, però, era messa in dubbio dalla scritta in vermicelli " arabi " a Sx della Palma, tanto che avevo pensato addirittura ad un origine Persiana, magari qualcosa prodotto prima della Rivoluzione del 1979... Un successivo controllo in rete mi ha consentito di apprendere che fino al 1980 monete e banconote emesse dallo Stato d'Israele erano bilingui, Ebraico ed Arabo, ma per averne la cert...

Storia del Cristianesimo: Santa Angela da Foligno

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I biografi descrissero Angela da Foligno come giovane dal carattere volitivo, d’intelligenza acuta e di bell’aspetto, finita in sposa ad un giovane nobile e destinata a condurre una vita mondana, quando un vuoto angoscioso iniziò a farle male dentro. Furono forse le vicende del suo tempo, il terremoto del 1279, l’uragano, la guerra contro Perugia, oppure l’esempio di Pietro Crisci, un nobile di Foligno che vendette addirittura se stesso come schiavo, donò il ricavato ai poveri e, liberato dal padrone, andò a vivere nel campanile della cattedrale, da eremita. Ad ogni modo Angela iniziò a riflettere sulla sua condotta e, una una notte del 1285, sognò San Francesco… Il santo l’aveva invitata a redimersi dicendole: “Sorella, se più presto mi avessi pregato, più presto ti avrei esaudita, ma quanto domandi ti è concesso”. Lei attese l’indomani e si precipitò in chiesa per confessarsi. Il francescano Arnaldo, suo parente e cappellano del vescovo, ne raccolse il pentimento e da quel momento la...

Gli studenti di Sant’Andrea a Nilo ed il sacrificio del maiale

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  Il maiale, animale sacrificale di Demetra, dea assimilata a Cerere, fu al centro di un rituale pagano sopravvissuto a lungo a Napoli. Gli studenti napoletani infatti, ad inizio anno di studio, si recavano presso la Chiesa di Sant’Andrea a Nilo con un cero accesso e poi ammazzavano un maiale, proprio come anticamente si faceva in quel luogo, remoto sito del tempio di Cerere. Dalla “Guida Sacra della città di Napoli” di Gennaro Aspreno Galante si legge: “Ma nel 1300 le suore, abbandonato l’antico monastero di Donnaromita e la chiesa di S. Andrea, fondarono il nuovo contiguo colla chiesa sacra alla Vergine, che pure si disse DONNAROMITA… Allora S. Andrea a poco a poco fu quasi deserta, finché venne concessa ad uso di congrega agli studenti, i quali nel di sacro al S. Apostolo, vi si recavano processionalmente con un cereo acceso in mano; e poscia a modo di ricreazione innanzi la chiesa si uccideva un porco e dividevasi ai loro maestri; era questo un antico rito gentilesco di sacrifi...