L’artigianato estense a Reggio
Reggio, ai primi del Cinquecento, visse un momento di vivace floridezza economica. Il commercio era redditizio, le produzioni di tessuti di seta avevano raggiunto una rinomanza europea. Sul finire del secolo, però, era già tutto svanito. Le attività commerciali s’erano inaridite e le manifatture seriche erano state surclassate dalla spietata concorrenza olandese e inglese. Il fallimento delle speranze della borghesia locale di vedere a Reggio insediarsi gli Este, dopo la perdita di Ferrara, sembrarono confermare il declino economico. Reggio, in questo secolo, fu pure un vivace centro di arte orafa. Bartolomeo Spani consegnò al clero cittadino due superlativi busti d’argento di San Grisante e di Santa Daria, ed una Croce capitolare. Al Seicento risalgono invece quattro candelabri ed una croce commissionata da Francesco I d’Este, Duca di Modena, all’orafo Gian Francesco Frangi, e sette lampade d’argento per la Basilica della Ghiara realizzate da Paolo Magnavacchi e Lodovico Riva. Ad iniz...