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Il giovane Tommaso d’Aquino

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Tommaso d’Aquino, abbandonata l’abbazia di Montecassino, iniziò i suoi studi all’Università di Napoli. Era il 1230 ed aveva quindici anni. Si iscrisse alla facoltà di arte, all’epoca propedeutica alle altre tre facoltà dello Studium, quelle di teologia, di diritto e di medicina. Lo studio dell’arte nel Duecento non era inteso come studio delle arti figurative e prevedeva discipline come la grammatica, la scrittura, la logica e le scienze naturali. Tali materie erano insegnate sulla scorta delle opere aristoteliche, da insegnanti come Maestro Martino, per la grammatica e la logica, e Pietro d’Ibernia, per le scienze naturali, sotto i rettori Nicolò di Rocca, genero di Pier della Vigna, e Terrisio d’Atina. San Tommaso eccelse nella grammatica e nel componimento, non abbandonò però quelle aspirazioni religiose che aveva maturato nel monastero cassinese. L’Ordine dei Predicatori, fondato da San Domenico, aveva un ruolo cruciale nell’Università di Napoli. Il convento dei domenicani, infatti...

Secondo Bollo, Franco Bollo

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  Forse vi ho già detto che Lunedì 07 Settembre Adelfio Bozzato, titolare, assieme al fratello Adoriano, del Gran Bazar a Cavallino-Treporti ( Ve ), verosimilmente il miglior, e più conveniente, negozio di abbigliamento, giocattoli ed articoli da campeggio esistente nella Provincia di Venezia e forse dell'intero Alto Adriatico, mi ha fatto dono della Sua collezione di monetine, miniassegni & valori bollati. Durante i lavori di sistemazione della raccolta, saranno lunghi, posso lavorarci solo quando Giuli va al corso di ballo, Latino Intermedio, o alle prove di teatro, mi sono imbattuto in questo valore bollato, unico tra quelli presenti nella collezione ad essere stato emesso dal Regno dell'Arabia Saudita. Si tratta di un emissione bilingue, Arabo & Francese, destinata alla posta aerea. Il francobollo è viaggiato, presenta infatti l'annullo per quanto poco, o per niente, leggibile.  All'interno è raffigurato un aereo di linea, purtroppo non posso più avvalermi d...

Terza Monetina del Venerdì

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Mi aveva incuriosito per il suo profilo Decagonale e per l'assoluta assenza di caratteri latini... Le uniche scritte comprensibili erano il millesimo di produzione, 1979, e la tariffa, 10. Si, ma 10 cosa? Avevo provato ad armarmi di carta e penna, per tentare di traslitterare la scritta sotto al " 10 ". Senza successo... La prima lettera poteva essere una " D " la seconda una " N ", e già qui io mi ero emozionato pensando di trovare scritto " DNR cioè dinar " ma purtroppo il successivo vermetto stenografico non somiglia a niente che abbia mai visto... Potentato d'emmissione e valuta sembravano destinati a restare oscuri, ma per fortuna il Prof. Borghi dopo aver esaminato la monetina il mi scriveva che: " La moneta algerina reca scritto d[a]nānīr, il plurale di dīnār. " A questo punto la strada era tutta in discesa, ed un controllo sul Numista mi consentiva di recuperare qualche dettaglio tecnico.  La monetina, stato di conservaz...

Guido d’Arezzo, l’inventore delle note musicali

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Alcuni aspetti importanti della sua vita sono raccontati in Ad michahelem una lettera indirizzata ad un frate del monastero di Pomposa, dove risiedette per qualche tempo, ma la documentazione sulla figura di Guido d’Arezzo, l’inventore delle note musicali, è davvero scarna. Nacque in Toscana nel 990, ad Arezzo secondo il monaco benedettino Sigbert de Gembloux, e morì nel Monastero di Fonte Avellana intorno al 1030. Da bambino ricevette un’eccellente formazione musicale presso la scuola del duomo di Arezzo, dove in seguito divenne suddiacono, secondo l’archivio episcopale della cattedrale. Fu a Pomposa, vicino a Ferrara, dal 1013 e da qui, entrato in conflitto con l’abate della comunità per le sue innovazioni musicali e pedagogiche, fu spostato dal Vescovo Teobaldo ad Arezzo. Nell’undicesimo secolo, la notazione musicale persisteva sotto forma di neumi. Emersi nell’VIII secolo, questi segni grafici consistevano in lunghi melismi cantati su una sillaba e formule melodiche e ritmiche note...

Ankon, l’Ancona greca

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Ankon, l’Ancona greca, nacque nell’ampia insenatura che, “a gomito” (ank significa proprio questo), si protende dal Colle Guasco e definisce uno scalo marittimo naturale nell’Adriatico, ben protetto dai venti. Il sito fu un ponte tra Occidente e Oriente, nodo di scambi culturali e commerciali tra popoli differenti, e nel 387 conobbe l’insediamento dei greci siracusani di stirpe dorica divenendo una delle polis più a nord della colonizzazione greca in Occidente. Sicuramente nella seconda metà del VI secolo a.C., Ankon era parte di una estesa rete di piccoli scali greci, costituiti probabilmente solo da attrezzature portuali e magazzini, sui quali si incentrava l’attività commerciale attica in quello spicchio di Mediterraneo. Ancona si trova infatti sulla rotta seguita dalle navi provenienti dalla Grecia. La rotta partiva da Iader, l’antica Zara, era la più seguita dai commercianti dell’Egeo che risalivano la costa illirica e poi si proiettavano in Italia. Essa attraversava il mare apert...

Le Guardie d’Onore del Regno di Napoli

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Gioacchino Murat si insediava sul trono di Napoli nel 1808. L’anno dopo istituiva le Guardie d’Onore. Corpo pretoriano cui era affidato il compito di servire e proteggere il sovrano, le guardie erano costituite da giovani d’età compresa tra i diciotto ed i trent’anni, con fisico e attitudine adatti, provenienti da famiglie nobili o borghesi con una rendita annua di almeno 400 ducati, incluso il mantenimento del proprio cavallo. Era una commissione specifica a redigere le liste d’iscrizione per ciascuna provincia ed a valutare l’idoneità dei candidati. L’idea di arruolarsi in questo corpo però non fu accolta con entusiasmo, così alla richiesta volta ai vari comuni dal segretario generale dell’Intendenza di Terra di Lavoro per conoscere i nominativi degli “allistati”, la maggior parte delle risposte fu negativa. Innanzitutto venivano presentati impedimenti di carattere economico che portarono anche chi inizialmente era stato reclutato a chiedere esoneri o trasferimenti in altri corpi. Mo...

Bollo, Franco Bollo

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Lunedì 07 Settembre Adelfio Bozzato, titolare, assieme al fratello Adoriano, del Gran Bazar a Cavallino-Treporti ( Ve ), verosimilmente il miglior, e più conveniente, negozio di abbigliamento, giocattoli ed articoli da campeggio esistente nella Provincia di Venezia e forse dell'intero Alto Adriatico, mi ha fatto dono della Sua collezione di monetine, miniassegni & valori bollati. La collezione è vasta, ma già ad un'occhiata superficiale risultava evidente come negli ultimi anni Adelfio avesse trascurato di lavorarci. Ho pensato che sarebbe stato bello ordinarla, sistemando i vari francobolli per potentato di emissione. Primo frutto del mio lavoro sono questi 11 valori bollati, che arrivano dalla sventurata terra dell'Afghanistan.  Le dimensioni dei bolli, la scelta dei colori e la cura dei disegni indicano che si tratta di emissioni " commemorative ". Il fatto che lo stesso soggetto si ripeta su bolli diversi variando solo nella tariffa e nella scelta dei colo...