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Da Legnano a Cortenuova

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Il 7 aprile del 1167, cremonesi, mantovani, bergamaschi, bresciani e milanesi giurarono patti di mutua assistenza e tutti accorsero alla ricostruzione di Milano: era nata la Lega Lombarda. In pochi mesi vi aderirono ben sedici città, perfino Lodi, acerrima nemica dei milanesi. Dieci anni dopo la Lega Lombarda avrebbe sbaragliato l’esercito dell’Imperatore. All’alba del 29 maggio del 1176 infatti, a Legnano, la cavalleria di Federico Barbarossa travolse i milanesi incuneandosi nel cuore dell’esercito nemico ma restando in trappola. Ad attenderla c’era la Compagnia della Morte di Alberto da Giussano e quella popolare dei Trecento, a difesa del Carroccio. I milanesi ebbero la meglio costringendo l’esercito imperiale a darsi alla fuga lasciando un gran numero di caduti. Sette anni dopo la Battaglia di Legnano si concluse la Pace di Costanza. A Milano l’Imperatore concesse tutti i diritti comunali: far giustizia civile e criminale, tenere milizie, erigere fortificazioni, fare alleanze etc. ...

Margherita d’Austria e Piacenza

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Figlia illegittima di Carlo V, Margherita d’Austria fu una delle più importanti figure femminili dell’Europa del Seicento. La Madama d’Austria, come amava farsi chiamare, nacque nei Paesi Bassi, ad Oudenaarde, nel 1522, da Johanna van der Gheynst, figlia di un lavorante di arazzi. Riconosciuta praticamente subito dall’illustre padre, Margherita ebbe un’infanzia felice, vissuta negli agi di Bruxelles, sotto la supervisione di un’altra Margherita, sua zia, la figlia dell’Imperatore Massimiliano I e governatrice dei Paesi Bassi meridionali. Terminò però la sua formazione a Napoli, affidata a Francesca d’Entremont de Montbel, vedova del viceré Carlo di Lannoy. Per volere paterno sposò il bruto Alessandro de’ Medici, duca di Firenze, nel 1536, restando subito vedova, a quindi anni, e fu senza indugio fatta risposare col tredicenne Ottavio Farnese, nella Cappella Sistina, in una cerimonia in cui nessuno sentì pronunciare il suo assenso. Passarono mesi e mesi, fino a due anni ed il matrimonio...

A Napoli la prima metropolitana d’Italia

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Napoli fu la prima città d’Italia ad avere una metropolitana, una tratta ferroviaria sotterranea destinata a movimenti interurbani. Il tutto si inseriva nel grande sforzo di modernizzazione del Paese, e del Sud Italia in particolare, che, a distanza di cinquant’anni dall’Unità, continuava a catalizzare investimenti infrastrutturali. Il 15 giugno del 1913, il re Vittorio Emanuele III di Savoia, accompagnato dal Ministro dei Lavori Pubblici, Ettore Sacchi, pose la prima pietra, benedetta dall’arcivescovo cardinale Giuseppe Prisco. Era domenica ed una gran folla accorse alla cerimonia a Piazza Plebiscito. Vi erano pure il Duca e la Duchessa d’Aosta ad affiancare il sindaco Vittorio Menzinger, futuro governatore della Tripolitania, e membri della giunta. Quel giorno, Carlo Enrietti, progettista dell’opera, fu nominato dal sovrano, con motu proprio, commendatore della Corona d’Italia. Il progetto definitivo, completato in tutte le sue parti, era stato presentato al Governo ed al Comune nell...

Ottavo Bollo, Franco Bollo

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Il Valore odierno è un 3 Stotinki Bulgaro del 1919, stampato per celebrare il primo anniversario dell'incoronazione di Boris, Principe di Tarnovo, a Tsar del Tsarstvo Bŭlgariya. Nato a Sofia il 30 Gennaio 1894 ed ivi morto il 28 Agosto 1943 Boris Clemente Roberto Maria Pio Ludovico Stanislao Saverio di Sassonia-Coburgo-Gotha-Borbone-Parma è stato Tsar dei Bulgari dal 3 Ottobre 1918 fino alla sua morte. Salito al trono dopo l'abdicazione del padre il neosovrano dimostrò da subito di non essere inferiore all'Augusto Genitore in quanto ad incompetenza, riuscendo persino nella non facile impresa di superarlo!! Tra le tante bestialità da lui perpetrate in 25 anni, a puro titolo indicativo e senza nessuna pretesa di esaustività, voglio ricordare: 1 - Colpo di Stato del 9 Giugno 1923 - Deposizione ed assassinio del Primo Ministro Costituzionale Aleksandăr Stoimenov Stambolijski 2 - Colpo di Stato del 19 Maggio 1934 - Scioglimento del Parlamento e messa al bando dei partiti politic...

Nona monetina del Venerdì

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  Trattasi di una " 10 Lire " Vaticana del 1952, regnante Pio XII. Qualche dettaglio tecnico.  La monetina, 1,6 g di peso per 23,4 mm di diametro ed allineamento " alla Francese ", è realizzata in Italma ( 96,2% di alluminio, 3,5% di magnesio e 0,3% di manganese ). Presenta al diritto il busto, volto a Sx, di Papa Pio XII circondato dalla scritta  PIVS·XII P·M·AN·XIV Mentre al rovescio abbiamo la Prudenza, sovrastante la scritta PRVDENTIA  in piedi che separa il millesimo di produzione, a Sx, e l'indicazione del valore, a Dx, il tutto circondato dalla scritta CITTA DEL VATICANO P.S. La monetina è nata nella Zecca di Roma  P.P.S. Nel solo 1952 l'opificio Romano ne produsse ben 1,13 milioni di pezzi P.P.P.S. Anche in questo caso mi piace pensare che questa " sovrabbondanza " di pezzi da 10 Lire tra le mura Vaticane derivasse dal fatto che si trattava di un emissione pensata per i turisti, che le conservavano come ricordo della visita

Filippo Maria Visconti

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I domini lasciati da Gian Galeazzo Visconti furono divisi tra i suoi figli, Giovan Maria e Filippo Maria. Erano ancora adolescenti e la reggenza dello stato toccò alla madre, Caterina Visconti. Il governo, in mano ad una donna, apparve agli aristocratici dell’epoca, debole e si ritrovò travolto in una guerra civile con i vecchi fedeli di Bernabò Visconti levati in armi. Antonio Visconti di Giovannolo accusò i consiglieri di Caterina di mal governo e mise in tumulto la città. I rivoltosi posero accanto a Giovanni Maria un altro consiglio, di cui faceva parte lo stesso Antonio. I membri di questo consiglio furono fatti arrestare da Caterina che ricorse all’appoggio di Pandolfo Malatesta, Jacopo dal Verme e Facino Cane e coloro che riuscirono a fuggire da Milano chiesero aiuto a Giovanni Maria che riuscì a tenere il potere votandosi alla Francia, ma per farlo dovette far assassinare sua madre. Caterina, rinchiusa nel Castello di Monza, morì apparentemente per peste. L’atto miserevole comi...

L’emporio greco di Numana

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Il porto naturale di Numana per secoli rappresentò un sicuro rifugio per i naviganti greci ed il villaggio piceno che vi sorgeva a ridosso fu per loro il primo punto di scambi commerciali nell’area. Come poi Ankon, Numana era situata lungo la rotta che partiva da Iader, l’antica Zara, la rotta più seguita dai commercianti dell’Egeo, che risalivano la costa illirica e poi si proiettavano in Italia. Essa attraversava il mare aperto nel tratto più favorevole, appunto a Zara, dove minore era la distanza da superare per raggiungere la costa occidentale e dove il monte Conero offriva un sicuro punto di riferimento per la navigazione a vista. Primi abitanti di questa zona dell’Adriatico furono i siculi, secondo Plinio, poi seguiti dai piceni, come testimoniano i ricchi reperti archeologici trovati nelle necropoli. Il villaggio diventò però molto presto un emporio greco tra i più importanti dell’Adriatico e, prima della fondazione della colonia siracusana ad Ankon, ebbe grande splendore. L’app...