L’ultimo Gioberti
Nel 1851, in esilio a Parigi, Gioberti diede alle stampe il Rinnovamento civile d’Italia. E’ questo l’ultimo Gioberti, quello frustrato dalla bruciante sconfitta delle speranze unitarie e confederative. Non è più l’uomo del Primato, troppe delusioni, troppe polemiche, troppe esperienze di lotta l’avevano consumato, ed il libro lo dimostra. Il tallone d’Achille delle sue proposizioni era stato l’attribuzione della regia del piano unitario al Papa. Il pontefice s’era dimostrato arroccato su antitetiche opinioni, perfettamente in linea col “gesuitismo”. A quanti chiedevano a Gioberti se, dopo i fatti della Prima Guerra d’Indipendenza e della Repubblica romana, fosse ancora a favore di una confederazione incentrata sul pontefice, rispondeva ora che la missione spirituale per la quale la Chiesa era nata era sostanzialmente incompatibile col potere temporale dei papi e che la vita civile doveva essere libera dalle ingerenze di Roma. Gioberti guardò criticamente tutti gli accadimenti del 1849...