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Visualizzazione dei post da agosto, 2025

Storia del Cristianesimo: la Madre di Dio, fonte di vita

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  Sono numerosi i santuari dedicati alla Madonna sotto il titolo di Fonte di Vita presso i quali spesso si trova una sorgente a cui i fedeli accorrono per attingere l’acqua. Fra questi eccelle in Oriente, il celeberrimo santuario di Istanbul, nel quartiere di Balilkli. La storia tramandata da Niceforo Kallistos Xanthopoulos vuole che, nel 450, un semplice soldato di Bisanzio s’imbattè, presso la Porta d’Oro, in un cieco che s’era smarrito e supplicava per avere un sorso d’acqua. Il soldato soccorse il bisognosco ma non riuscì a trovare acqua per dissetarlo finchè una misteriosa voce gli indicò una sorgente d’acqua che stava nascosta in una pozza di fango: “Entra nel boschetto, prendi l’acqua che troverai e dalla all’assetato. Quindi prendi il fango e mettilo sugli occhi del cieco… E costruisci un tempio qui … perchè tutti coloro che vi verranno troveranno risposte alle loro petizioni”. Il soldato la raccolse e fece bere il cieco, poi lavò il suo viso e fu allora che questi recuperò...

Giolitti e i cattolici

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  Giovanni Spadolini interviene sul rapporto tra Giolitti e i cattolici. Testo tratto da “Il Tevere più largo. Da Porta Pia ad oggi”, Milano 1970. *** Quando Giovanni Giolitti morì nel luglio del 1928, i Patti Lateranensi non erano stati ancora suggellati e le trattative fa Italia e Vaticano, già aperte da due anni, conoscevano ostacoli e difficoltà non trascurabili. È probabile che, se il grande statista dell’Italia prefascista fosse arrivato al ’29, il suo voto contrario si sarebbe associato a quello dei grandi spiriti liberali che ancora sopravvivevano nelle aule ormai “sorde e grigie” dei due rami del Parlamento italiano, da Croce a Ruffini. Ma l’opposizione di Giolitti si sarebbe probabilmente appellata a ragioni ideali e storiche del tutto diverse da quelle avanzate dall’anticlericalismo di maniera – un anticlericalismo nel quale il vecchio Presidente non si sarebbe riconosciuto mai. Lo statista di Dronero avrebbe probabilmente eccepito che la conciliazione formale aveva un’i...

Trentini ad Aspromonte

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  Alle 4 del pomeriggio del 25 agosto del 1862, due piroscafi, l’Abbatucci ed il Dispaccio, approdarono sulla costa calabrese, a Pietro Falcone, tra Melito e Capo d’Armi, avviando lo sbarco di circa 2000 volontari al seguito di Garibaldi. Puntarono su Reggio Calabria, poi, confidando di aggirare il nemico, raggiunsero i monti. I volontari trentini che seguirono Garibaldi ad Aspromonte furono Ergisto Bezzi, Filippo Manci, Filippo Tranquillini, presenti sin dallo sbarco di Marsala, e poi Francesco Martini, che aveva combattuto a Milazzo, e Pietro Candelpergher. Ergisto Bezzi, nato a Cusiano in Val di Sole, il 16 gennaio del 1835, era già stato tra i Cacciatori delle Alpi nel 1859. Ardente mazziniano, capitano di stato maggiore, fu poi gravemente ferito a Bezzeca nel 1866 ed a Mentana nel 1867. Filippo Manci di Trento, che aveva fatto la campagna del 1859 nei Cacciatori delle Alpi e che, per conto di Garibaldi, era stato anche a Londra, fu forse tra le figure più tragiche del Risorgim...

La guerriglia napoleonica nel Mezzogiorno d’Italia tra il 1806 ed il 1811

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  Con un sottile lavoro di ricostruzione degli eventi attraverso carteggi ufficiali (in parte inediti), memorie e alcuni importanti studi, Milton Finley ripercorre in La più mostruosa delle guerre, la guerriglia napoleonica nel Mezzogiorno d’Italia tra il 1806 ed il 1811 la campagna francese per assoggettare la Calabria (1806-1811), una campagna militare che iniziata come la più classica delle guerre contro regolari eserciti nemici (Borboni e inglesi) si trasformerà ben presto in qualcosa di completamente diverso da quello che le addestrate truppe francesi avevano dovuto affrontare sui campi d’Europa fino ad allora. Guidati dall’esperto generale Jean Reynier, i francesi si troveranno a combattere quella che lo stesso comandante, in una lettera a Lamarque datata 22 febbraio 1807, definirà “un nuovo tipo di guerra, la più mostruosa delle guerre”, il primo esempio in Occidente di una moderna guerra di guerriglia, anticipatrice di quella esperienza spagnola che infliggerà qualche anno ...

Tripoli, la città contesa

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  Cacciati i musulmani dall’Andalusia, Ferdinando il Cattolico, si preoccupò di stabilire da subito dei presidi cristiani nei centri costieri dell’Africa settentrionale per allontanare la minaccia islamica. Organizzò quindi spedizioni contro Mers-el-Kebir, Orano, Buja e Algeri, poi attaccò Tunisi e Tripoli. Quest’ultima spedizione ebbe luogo nel luglio del 1510 e fu condotta dalle truppe capitanate da Pedro Navarro. Una lettera indirizzata al genovese Girolamo Adorno e scritta da Battistino de Tonis, che prese parte ai fatti, riferisce in dettaglio le operazioni di conquista. Vi si legge:  “…el prudentissimo et experto conte – si riferisce al Navarro -, destinati tre colonnelli ad custodie in loco opportuno per obviare forse a qualche punico stratagemma, facta fallange de li altri octo colonnelli, cossi conzati et stretti in ordenanza, sonando tamburri et altri instrumenti da battaglia, se aproximareno a la muraglia cum altri pezi le artagliarie le quale da terra battevano el ...

Storia del Cristianesimo: San Luca

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  Autore del terzo Vangelo, Luca chi era? San Girolamo, agli inizi del V secolo, lo descrive come “un medico di Antiochia, non inesperto in lingua greca, come lo indicano i suoi scritti”. Poi aggiunge: “discepolo dell’apostolo Paolo e compagno di tutti i suoi viaggi” (De viris illustribus c. VII). Questi elementi ci parlano di un uomo di Antiochia, ma quale? Nel mondo antico esistevano due città con questo nome, Antiochia di Pisidia, nella parte centro-meridionale dell’attuale Turchia, e Antiochia di Siria, considerata la “regina d’Oriente”. Quest’ultima sorgeva al centro di una pianura e costituiva la meta preferita per i traffici ed i commerci grazi al suo porto ed al fiume Oronte che l’attraversava. Antiochia di Siria darà poi i natali a Sant’Ignazio, vescovo e martire, e a San Giovanni Crisostomo. E’ qui che nacque Luca l’Evangelista? In realtà le fonti sulla vita di questa figura scarseggiano e San Girolamo non fa altro che confermare le notizie biografiche della tradizione cr...

Pesaro dagli Sforza ai Della Rovere

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  Federico di Montefeltro consigliò Galeazzo Malatesta, nel 1445, di vendere agli Sforza la signoria di Pesaro per 20.000 fiorini. Francesco Sforza accettò d’investirne il fratello Alessandro, marito di Costanza Varano, nipote di Galeazzo, per placare le ire di Papa Eugenio IV. Il 2 aprile del 1447, Papa Niccolò V concedette allo Sforza la Signoria di Pesaro per 750 fiorini annui. Morto Alessandro, il potere passò a suo figlio Costanzo, il 3 aprile del 1473. Questi fu un valoroso uomo d’armi e, seguendo le orme paterne, prese parte a molte guerre del suo tempo, il che non gli impedì di essere anche un mecenate e mite reggente della città, che a lui deve la costruzione della rocca. Alla sua morte, gli succedette nel dominio dei feudi il figlio Giovanni, il 19 luglio del 1483. Giovanni Sforza, ancora minorenne, fu posto sotto la reggenza della madre Camilla Marzano d’Aragona, donna colta e forte ma non così tanto da poter sfuggire alle mire dei Borgia. Alla morte di Maddalena Gonzaga...

Brame austriache sul Ducato di Massa

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  Coi figli di Carlo II Cybo Malaspina, si estinse il casato: Alberico III non ebbe prole, suo fratello Camillo divenne sacerdote e cardinale, Alderamo ebbe tre figlie femmine. Fu così che il trono ducale passò alla giovane Maria Teresa, figlia dell’ultimo duca, Alderamo, sotto la tutela della madre, Ricciarda Gonzaga, e dello zio cardinale. Fu così che si estinsero i Duchi di Massa della famiglia Cybo. Maria Teresa andò in sposa al principe Eugenio Francesco di Savoia, figlio di Carlo Emanuele III. Lui aveva 17 anni, lei 7. Si videro per la prima volta nell’ottobre del 1732, quando Eugenio Francesco arrivò a Massa per confermare i capitoli matrimoniali. Il vero artefice di qual matrimonio fu Eugenio di Savoia per conto di Carlo VI, bramoso di espandere l’influenza austriaca sull’Italia. L’ambasciatore genovese a Torino, Giovanni Battista De Mari, annotò, infatti: “Voglia o non voglia l’Eminentissimo Cybo, Sua Maestà Cesarea ha ordinato che si eseguisca il matrimonio… I concepiti s...

Otranto 1480

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  L’estate scorsa mi sono ritrovato a percorrere quelle strade di Otranto che sono state proscenio di un drammatico episodio della storia avvenuto nell’estate 1480, e di cui ormai si è quasi persa la memoria. Memoria recuperata grazie ad alcuni importanti testi, alcune ricerche storiche di pregio ma anche un memorabile romanzo storico che ha di fatto ridato voce ai protagonisti di allora, “L’ora di tutti” di Maria Corti. I fantasmi di Idrusa, mastro Natale e del capitano Zurlo sono talmente sbiaditi che a stento si riesce a percepirli tra i negozi di souvenir e i turisti in mutande e canottiera. Eppure dalla toponomastica ai richiami delle attrattive turistiche, continui sono i riferimenti alla presa di Otranto da parte dei turchi, si direbbe nel tentativo di tenerne viva la memoria. Ma l’effetto è distorcente: troppo superficiale e poco incisivo il rapporto tra la storia e chi ci si accosta in vacanza tra un bagno e l’altro. Ho visto le mura scalate dai giannizzeri, ho visto le en...

Lo Shogunato Tokugawa

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  Il Giappone ebbe sempre contatti parziali con le potenze straniere. Nell’Era Edo (1600 – 1868) le relazioni commerciali col mondo esterno furono ridotte ai minimi. Per due secoli il Paese si chiuse in sé stesso e un’aristrocrazia guerriera giunse a controllare tutto, limitando il potere dell’imperatore e vietando persino l’uso delle armi moderne. Il cinema, la letteratura, i videogiochi hanno consegnato all’immaginario collettivo una figura di grande interesse che finisce col condensare ogni carattere dell’immagine occidentale del Giappone tradizionale, il samurai. I samurai sorsero dopo le riforme del Taika del 646 d.C., che includevano la ridistribuzione della terra e nuove pesanti tasse. Il volto del paese cambiò. Si affermarono grandi proprietari terrieri che accumularono potere e ricchezza creando un sistema feudale di cui essi stessi erano il vertice, un ordine simile a quello dell’Europa medioevale. Le riforme costrinsero molti piccoli contadini a vendere la loro terra ed ...

Massacro di Oradour-sur-Glane

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  Dopo aver attraversato Limoges, il 10 giugno 1944, la 2° divisione della Waffen-SS “Das Reich” circondò la città di Oradour-sur-Glane nella Francia centrale, avviando un’operazione puntivia contro civili indifesi. Il fatto è ricordato come uno dei principali massacri della Seconda Guerra Mondiale. Immediatamente dopo lo sbarco degli Alleati in Normandia, la divisione aveva ricevuto l’ordine di marciare verso il fronte dell’invasione, attraversando un’area che brulicava di partigiani. Tra il 7 e 8 giugno 1944 i gruppi della resistenza erano riusciti a prendere Tulle, capitale del dipartimento della Corrèze, infliggendo gravi perdite ai tedeschi. Quando la divisione “Das Reich” raggiunse la città, con forze superiori, i partigiani la abbandonarono ed il giorno dopo i soldati vollero vendicarsi impiccando arbitrariamente 99 civili. Il massacro di Tulle ebbe le stesse assurde ragioni di quello di Oradour-sur-Glane, un vero e proprio crimine di guerra. Poco dopo le 14:00 del 10 giugno...

Papa Silvestro e Costantino

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  Le storie del battesimo di Costantino da parte di Papa Silvestro e della guarigione dalla lebbra che il santo pontefice operò sull’Imperatore sono così raccontate in una cronaca quattrocentesca (M. Melga, Storia di San Silvestro). *** Costantino salvato dalla lebbra… Avenne che la sera, stando santo Silvestro fuori della caverna nel monte all’aria co li suoi, e elli sì guardò da la lunga, e vide venire cavalieri verso di lui. Credendo santo Silvestro che questi cavalieri venissero per lui e per li suo’cherici per dare loro morte, santo Silvestro sì confortò così e suoi cherici, e disse lagrimando: Figliuoli miei, eco che viene el tempo che a noi è grazioso, e e s’aprossima el dì della nostra sal utte. Vedette che Jesu Cristo va spiritualmente per lo mondo dicendo e predicando queste parole: chi mi vuole seguitare, pigli la croce, e venga dopo me. Quando santo Silvestro ebe dette queste parole, e li cavalieri giunsero, e dierono l’ambasciata da parte dello ‘mperatore a santo Silve...

L’atto di nascita della Signoria dei Gonzaga

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  I cittadini di Mantova, nell’agosto del 1328, dopo un secolo e mezzo di libera repubblica, rinunciarono alle leggi comunali e s’affidarono ad un signore ghibellino proveniente da una ricca famiglia cittadina, Luigi Gonzaga. Spalleggiato da Cangrande della Scala, signore di Verona, il Gonzaga riuscì così definitivamente ad aver ragione dei Bonacolsi. Scipione Agnello Maffei riporta il documento con cui il Senato di Mantova deliberò sulla sua vita politica. *** Determiniamo e stabiliamo che il magnifico signor Luigi di Gonzaga sia ed esser debba Generale e perpetuo Capitano del Comune ed Uomini della città di Mantova e suo territorio, e debba esercitare e fare il detto ufficio, e reggere e governare l’istessa Comunità, e Distretto, e Comune di Mantova, a suo mero, puro, libero e generale arbitrio e volontà, secondo che meglio e più utile gli parrà che convenga, con consiglio e senza consiglio; e che l’istesso signor Luigi, Capitano, come sopra, abbia il mero e puro imperio, giurisd...