Il Bresciano nella Guerra di Successione Spagnola







Il primo Novembre del 1700 moriva a Madrid il Re di Spagna Carlos II de Habsburgo, per gli amici " el Hechizado ".

Pur essendo il prodotto difettoso di secoli di unioni endogamiche " el Hechizado " dimostrava, nel suo testamento, di non avere capito nulla nominando erede il Duca d'Angiò, ovvero suo nipote Filippo di Borbone.

Non apprezzando l'ipotesi dell'unificazione, sotto la dinastia dei Borbone, delle 2 corone di Francia e Spagna già dalla Primavera successiva il Regno d'Inghilterra, il Sacro Romano Impero e la Repubblica delle Sette Province Unite avviavano una serie di operazioni militari unendosi in un alleanza militare successivamente ratificata a l'Aia, il 7 Settembre del 1701, con la firma del Trattato omonimo.

La Serenissima invece aveva adottato, nei confronti delle potenze belligeranti, una politica di neutralità armata, concedendo a queste la facoltà di far transitare le loro truppe attraverso il suo territorio.

Concretamente però fin dall'inizio fu chiaro che ne gli Imperiali, saccheggio del Basso Garda del 28 Luglio, ne gli Ispano-francesi, saccheggio della Bassa Veronese dell'agosto 1702, intendevano rispettare la Neutralità Veneta.

Il " salto di qualità " nella, pur passiva, partecipazione Veneta al conflitto ha luogo il 19 Novembre 1704, con l'occupazione Ispano-francese di Desenzano, a cui gli Imperiali reagirono con l'occupazione di Salò. 

La guerra, che fino a quel momento aveva assunto la forma di un, per quanto molesto, transito di truppe, si trasformò nell'occupazione militare di parte del Territorio Veneto, con la popolazione civile tenuta a provvedere al sostentamento delle 2 armate contrapposte, fieno per gli animali, legna per i forni, viveri per gli uomini, paglia per i pagliericci etc etc.

La prima occupazione militare del Bresciano ebbe una durata di 7 mesi, terminando verso la metà di Giugno 1705.

Al termine le autorità Venete iniziarono subito il, non facile, calcolo dei danni che gli eserciti Ispano-francese ed Imperiale avevano causato al Bresciano, calcolo che alla fine diede l'incredibile totale di 7.937.069 Lire Venete!! 😱


Ci si può chiedere se la cifra era veramente importante e quale era la composizione della stessa.

Relativamente all'importanza della cifra dico che, secondo il Pellizzari, il Gettito Fiscale medio ricavato dalla Repubblica dal Bresciano nel decennio precedente ammontava a 800.000 Lire Venete di Piccoli.

Relativamente alla composizione della somma rispondo che, sempre secondo il Pellizzari, bisogna distinguere tra " Contribuzioni ", 3.502.442 Lire, e " Danni e Spogli ", 4.434.627.

La prima cifra indica l'importo delle forniture di materiale " bellico " a carico delle comunità locali, nel dettaglio:

Biada - 1.206.012 Lire

Vino - 604.825 Lire

Fieno - 528.368 Lire

Legna ( per i forni, il riscaldamento e le costruzioni ) - 412.615 Lire

Uva - 235.998 Lire

Paglia - 212.298 Lire

Animali ( da traino a da arrosto ) - 174.667 Lire

Erba - 127.669 Lire

La seconda, invece, è relativa ai saccheggi perpetrati dalla soldataglia contro la popolazione civile, saccheggi che avvenivano nell'indifferenza, quando non era aperta complicità, dei Capi Militari delle 2 fazioni... 😢


Se volessimo quantificare la percentuale dei " Danni e Spogli " da attribuire all'attività dei 2 eserciti rispondo che, secondo il Pellizzari, l'esercito Ispano-francese, l'Imperiale lo ricavate per differenza, contribuì a quei 4.434.627 per ben 3.611.073!!

Già che ci sono fornisco il dettaglio delle forniture a carico delle comunità locali, nel dettaglio:

Imperiale 

Biada - 532.868 Lire

Vino - 67.033 Lire

Fieno - 255.568 Lire

Legna ( per i forni, il riscaldamento e le costruzioni ) - 169.559 Lire

Uva - 2.088 Lire

Paglia - 88.819 Lire

Animali ( da traino a da arrosto ) - 21.103 Lire

Erba - 60.687 Lire


Ispano-francese 

Biada - 673.144 Lire

Vino - 537.792 Lire

Fieno - 272.800 Lire

Legna ( per i forni, il riscaldamento e le costruzioni ) - 243.056 Lire

Uva - 233.900 Lire

Paglia - 123.479 Lire

Animali ( da traino a da arrosto ) - 153.564 Lire

Erba - 66.982 Lire


La brutalità dell'occupazione militare spinse le comunità locali ad implorare l'intervento del Provveditore Generale in Terraferma e dell'Eccellentissimo Senato.

Il Governo Marciano non si dimostrò insensibile al grido di dolore che tante parti del Bresciano si levava verso la Capitale, rispondendo con una serie di Ducali nelle quali si comunicava come Sua Serenità il Doge Alvise II Mocenigo fosse sconvolto per quanto stava accadendo ed inviava agli amatissimi sudditi parole di incoraggiamento ed inviti ad una paziente rassegnazione.

Qualora gli amatissimi sudditi non fossero ancora completamente rassicurati dalle Parole Dogali avevano la possibilità di chiedere lo stanziamento sul proprio territorio di una Compagnia di Cappelletti.

Eccezionalmente le prime 50 richieste sarebbero state evase al modico prezzo di 3.650 Ducati annui!! 😎


Però, concretamente, a causa della Neutralità proclamata dalla Repubblica, i Cappelletti non potevano fare nulla che i contendenti potessero interpretare come 

" favoreggiamento di una delle 2 parti ", 

neppure impedire che la soldataglia si abbandonasse al saccheggio, ma soltanto stazionare sul territorio, a carico delle comunità locali, pretendendo, tra l'altro,

" forniture di fieno a prezzo più che dimezzato rispetto a quello al quale il Comune lo acquistava, sotto minaccia di bastone e sciabola sulla pubblica via "

Il rapporto tra il beneficio ricevuto dalle comunità locali dalla presenza dei Cappelletti ed il costo sostenuto per il loro mantenimento era talmente basso da spingere a più riprese i Capi della Magnifica Patria ad implorare il Veneto Serenissimo Governo affinché allontanasse dal Bresciano la propria mano protettrice!!


Autore: Enrico Pizzo 


Bibliografia:

Giovanni Pelizzari, Il terribile primo decennio del ’700 in Riviera


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