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La Somalia descritta nelle opere medievali cinesi

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  In almeno due documenti i cronisti cinesi, tra il IX ed il XVI secolo, si soffermarono sulla Somalia con descrizioni singolari che testimoniano quanto fossero sviluppati gli scambi commerciali tra la Cina e l’Africa orientale. Il primo riferimento di autori cinesi al continente africano risale al IX secolo ed è quello contenuto nel Yu yang tsa tsu di Chʻeng-shih Tuan, autore del periodo Tang. Esso ci offre una descrizione del paese di Bo-ba-li, individuabile nella regione di Berbera e del restante litorale del Corno d’Africa, con vari e interessanti rifrimenti ad un territorio popolato da pastori nomadi – somali, galla e forse masai – spesso assaliti dagli arabi. Vi leggiamo: “Il paese di Bo-Ba-li è situato nel mare sud-occidentale. La gente non mangia alcuno dei cinque cereali ma si alimenta solo di carne. Di tanto in tanto immergono un ago nelle vene dei bovini facendone uscire sangue che poi tragugiano crudo, mescolato col latte. Non portano indumenti all’infuori di pelli di ...

Marzia degli Ubaldini

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  La figura di Marzia degli Ubaldini è avvolta nel mito, lontana dalla grande trattazione storica, eppure continua a suscitare interesse e stupore. Figlia di Vanni, signore di Susinana, e moglie di Francesco II Ordelaffi, signore di Forlì, Marzia degli Ubaldini , nel 1357, durante la Crociata contro i Forlivesi, fu incaricata dal marito di difendere Cesena. Si era chiusa proprio in quella città, al principio del 1357, con duecento cavalieri e duecento fanti, mentre il nemico si presentava alle porte con un’armata dieci volte più numerosa. Si mostrò generale caparbio ed indomito, non cedé se non dopo aver visto interamente distrutti i baluardi di Cesena. Accanto a lei c’erano in quei giorni il consigliere Sgarino di Pietra Gudula, i due figli, i due nipoti e cinque damigelle. Una compagnia debole e oltretutto avvelenata dalle trame doppie del consigliere. Bloccò il passaggio tra la parte bassa della città e quella alta e murata, dispose arcieri nei punti più utili, connesse le case ...

Sistemi monetari preunitari: la moneta corta e la moneta lunga di Venezia

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  Moneta corta e moneta lunga. Di cosa si trattava? Nella seconda metà del XVIII secolo la Repubblica di Venezia era caratterizzata da un bizzarro meccanismo per il pagamento delle imposte dirette. Come in tutti gli stati dell’Ancien Regime il valore delle monete veniva attribuito dal Governo per decreto sulla base del fino ma in laguna, par non farse mancare gnente, alle monete, di grande valore, venivano assegnate non una bensì 2 tariffe. La prima “moneta corta” era la tariffa assegnata alle monete per i pagamenti verso le Pubbliche Casse mentre la seconda “moneta lunga” per tutto il resto. Il Papadopoli nel suo “Sul valore della moneta veneziana”, fornisce un ottima descrizione di questo meccanismo insieme alle 2 tariffe usate: “nel secolo XVIII due erano i modi di valutare le monete in banco; l’uno si diceva a moneta corta, e si intendeva moneta alla parte, secondo i decreti del Senato, e ciò in riguardo alle riscossioni ed ai pagamenti colle pubbliche camere, ed era questa la ...

L’assedio di Gaeta del 1806 descritto da Antonio Ulloa

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  L’assedio di Gaeta del 1806, condotto dall’armata francese di Massena, durò cinque mesi, dal 26 febbraio al 18 luglio. L’esercito napoletano, inesperto e scarsamente organizzato, stupì il nemico mostrando tenacia e fierezza e costringendolo ad un lungo impegno bellico. Presentiamo dei preziosi estratti da “Difesa della Piazza di Gaeta dal 10 febbraio al 18 luglio 1806” del generale Antonio Calà Ulloa (Napoli 1807 – Napoli 1889), saggio pubblicato nel numero 6 del 1838 e nel numero 7 del 1839 dell’Antologia Militare da lui curata. Nello stesso periodo anche Civitella del Tronto resisteva ad un imponente assedio. *** Le premesse Rimasto il regno di Napoli solo sul continente in guerra colla Francia, che nella Moravia evea dettato la legge alle due primarie potenze di Europa, non avevano i suoi pochi soldati alcun mezzo di difesa, e per conseguenza niuna speranza di salvezza. Non volendo il governo esporre il regno a tutti gli orrori d’una guerra tanto disuguale, cercò di venire agl...

Storia del Cristianesimo: il Concilio di Gerusalemme

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  Il Concilio di Gerusalemme del 49 d.C. segna un momento fondamentale di svolta nella prima comunità cristiana. La chiesa di Antiochia era venuta a trovarsi in una situazione tale che urgeva assumere delle decisioni chiare in un’assemblema conciliare. Tutto è descritto negli Atti degli Apostoli: “Ora alcuni, venuti dalla Giuda, insegnavano ai fratelli questa dottrina: Se non vi fate circoncidere secondo l’uso di Mosè, non potete essere salvi”. A ciò sia Paolo che Barbana si opponevano resolutamente e furono dunque inviati a Gerusalemme presso gli Apostoli e gli anziani affinchè li interrogassero su tale questione. Essi, scortati per un tratto dagli uomini della comunità di Antiochia, attraversarono la Fenicia e la Samaria raccontando di conversioni di pagani e suscitando grande entusiasmo nei cristiani d’origine ebraica. Giunti poi a Gerusalemme furono ricevuti dagli Apostoli e dagli anziani e riferirono gli interrogativi dei cristiani di Antiochia. La tesi di Paolo venne alla fin...

Il razionalismo fascista

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  Tentarono di far accettare il linguaggio razionalista dal fascismo e ci riuscirono. Parliamo dei giovani architetti del Gruppo 7, fondato a Milano da Ubaldo Castagnola e cresciuto con l’adesione di Adalberto Libera, Luigi Figini, Guido Frette, Sebastiano Larco, Gino Pollini, Carlo Enrico Rava e Giuseppe Terragni. Il loro razionalismo non si pose in rottura con la tradizione, ma come rinnovamento e continuitò dei valori, anche estetici, del passato. Fu così che trovò consensi in un mondo politico orientato alla riscoperta ideologica della romanità. Si misero in luce alla III Biennale delle Arti figurative, tenutasi a Monza nel 1927, e si guadagnarono la partecipazione, in rappresenzanta dell’Italia, all’esposizione del Werkbund tedesco, tenutosi quello stesso anno a Stoccarda. Il successo si replicò alla I Mostra Italiana dell’Architettura Razionale e il nucleo di architetti di Gruppo 7 raccolse nuovi consensi e si evolse così nel cuore del Movimento Italiano Architettura Razional...

L’eroismo della Palestro

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  Molti furono gli atti d’intrepidezza degli italiani nel Canale di Lissa. Uno su tutti quello dell’equipaggio della Palestro. Il livornese Luigi Alfredo Cappellini si formò nel collegio della Regia Marina di Genova, dove entrò nel 1842. Sette anni dopo, da guardiamarina, si imbarcò sulla corvetta a vela Aquila della squadra dell’ammiraglio Giuseppe Albini, partecipò pure alla Guerra di Crimea sul Gavernolo e nel 1860, da tenente di vascello, capitanò la pirocannoniera corazzata Curtatone poi la cannoniera ad elica Veloce nell’assedio di Gaeta, occasione in cui si guadagnò la medaglia d’argento al valor militare. Fu destinato quindi al comando della pirocannoniera Palestro, nave costruita in Francia di 2.200 tonnellate, aveva con un motore di 300 cavalli-vapore, era armata con due cannoni rigati ad avancarica Armstrong da 150 lb (20 cm di calibro) e due cannoni rigati e cerchiati ad avancarica da 40 lb (160 mm), ed aveva un equipaggio di 250 uomini. Suo luogotenente era Ernesto Vit...