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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Maria Salviati, la moglie di Giovanni delle Bande Nere

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  Maria Romola Salviati (1499–1543) era figlia di Lucrezia, primogenita di Lorenzo de’ Medici, e di Jacopo Salviati: apparteneva quindi al ramo principale della Casata Medici, quello di Cafaggiolo. Maria entrò molto presto in contatto con quello che sarebbe divenuto il suo futuro sposo: nel 1509, infatti, il piccolo Giovanni venne affidato alle cure della famiglia Salviati dal momento in cui sua madre, Caterina Sforza (figlia illegittima – poi legittimata – del duca Galeazzo Maria Sforza e dell’amante Lucrezia Landrian), fu fatta prigioniera da Cesare Borgia a Roma. Giovanni apparteneva al ramo mediceo dei Popolani. Nel 1516 Maria sposò Giovanni de’ Medici, il celebre condottiero detto Giovanni dalle Bande Nere (1498-1526), che fin da giovanissimo si era distinto per la sua bravura nell’arte delle armi e per la sua intelligenza come capitano di una compagnia. Il loro matrimonio fu particolarmente importante perché per loro tramite si riunirono il ramo principale e quello popolano o...

La conquista del corpo. La violenza sessuale dei nazisti ad Est

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La ricerca accademica sull’Olocausto riconosce la centralità dell’Europa orientale come epicentro del progetto genocida nazista. L’Est è il territorio patrio della vasta maggioranza delle vittime e il luogo dei più ambiziosi e letali programmi di ingegneria demografica. In questo ambito, una crescente tendenza di studio è occupata dall’esame dei crimini sessuali nazisti, sia compiuti su ebrei che su non ebrei. Individuiamo tre tipi di violenza sessuale contro le donne (e non solo): 1) La violenza sessuale (stupro) intesa come qualunque rapporto non consensuale che implica un rapporto sessuale vero e proprio; 2) La violenza a sfondo sessuale. Ugualmente traumatica e brutale pur senza rapporto sessuale, essa è così analizzata dalla storica Brigitte Halbmayr: “il termine violenza a sfondo sessuale rende evidente che la violenza maschile contro le donne non riguarda la sessualità ma è una dimostrazione di potere da parte dell’autore ed include molte forme di violenza con connotazioni sessu...

L’Assistente al Soglio Pontificio

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La carica di Assistente al Soglio Pontificio sorse nel Cinquecento per volontà di Giulio II ed era la più alta dignità laica ereditaria della corte pontificia. Le ragioni della sua fondazione furono essenzialmente legati alla volontà di imporre la pace a due storiche fazioni della corte romana, i ghibellini Colonna e i guelfi Orsini. In effetti questa carica spettò, a turno, ai due nemici di sempre… Quella di Assistente al Soglio fu una prerogativa esclusiva spettante ai primogeniti di queste famiglie. La guerra tra le due fazioni era la principale fonte delle miserie di Roma e della sua campagna, degli intrighi, delle ribellioni. Bisognava porvi fine. Quando il papa, Giuliano della Rovere, cadde ammalato, nel 1511, e si temé la sua repentina dipartita, i baroni romani levarono la testa, di nuovo, come sempre, Colonna contro Orsini. Quando un buon bicchiere di malvasia ridonò la salute al pontefice, questi non mancò di richiamare all’ordine i soliti noti e impose loro di giurargli sott...

Emanuele Filiberto e la Pace di Cateau-Cambrésis

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  Dopo la Battaglia di San Quintino una seconda giornata di gloria fu vissuta sul campo di battaglia dal Duca di Savoia. Davanti a sé c’erano le truppe del maresciallo Paul de Thermes. Affrontarlo con l’intero esercito era impossibile perché avrebbe lasciato la strada spianata al Duca di Guisa fermo a Thionville. Emanuele Filiberto allora destinò un minimo delle sue forze al Conte di Egmont, 12.000 fanti e 3000 cavalieri, che avrebbe marciato su Gravelines per piombare alle spalle di Paul de Thermes. Le forze dei due schieramenti si equivalevano, ma ancora una volta era il fattore sorpresa che premiava il Duca di Savoia. La sua mossa tagliava le comunicazioni tra il Guisa e Thermes e quest’ultimo era convinto che non ci fosse nulla da temere quando si ritrovò circondato dal nemico. Tentò un ripiegamento lungo la spiaggia ma fu investito dalla cavalleria, resistette per due ore col fianco protetto dal mare poi apparvero dieci navi spagnole ed allora si generò il panico. I francesi s...

La granduchessa Bianca

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Le ultime parole di Bianca al suo confessore, fra Maranta, prima di spirare, furono per lo sposo: “Dite per me addio al mio signore Francesco de’ Medici, e ditegli che gli sono sempre stata fedele ed amorosa […] ditegli che lo prego di perdonarmi, se in qualche modo lo avessi offeso”. Bianca Cappello nasce a Venezia nel 1548 da un’antica e potente famiglia della Serenissima. Possiede un temperamento ribelle e appassionato, ma soprattutto una bellezza opulenta, che è immortalata dai più grandi pittori del Rinascimento. Bianca cresce con la seconda moglie di Bartolomeo, Lucrezia Grimaldi, una donna aspra e severa; forse per questo, quando ormai quindicenne, organizza una fuga d’amore con Piero Buonaventuri, gentiluomo di nobile famiglia decaduta. I due scappano a Firenze, forse portandosi dietro alcuni gioielli della famiglia Cappello. Su Pietro viene subito posta una taglia di 2000 ducati a beneficio di chi riuscirà ad assassinarlo, mentre per lei la Serenissima emette un provvedimento ...

Il genocidio degli armeni: origini e cronologia

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  L’attuale governo turco, come una parte del mondo accademico, tende a minimizzare, più che i numeri, le responsabilità ed il reale coinvolgimento del Movimento dei Giovani Turchi, al comando dell’impero ottomano dal 1908 fino alla sua dissoluzione nel 1918, nel genocidio armeno. Eppure le evidenze storiche sono chiare. Origini Gli armeni, in quanto cristiani, come gli ebrei, godono nel mondo arabo e musulmano dello status di “dhimmi”, di protetti, ma questa protezione ai non musulmani ha il suo rovescio della medaglia: un vero e proprio status di umiliazione, come precisa il Corano alla Sura IX, versetto 29, a proposito delle “djizya” (una delle imposte specifiche pagate dai dhimmi): «Combatteteli fino a che paghino la djizya, dopo essersi umiliati» (Georges Bensoussan, Gli ebrei nel mondo arabo). Gli armeni che, fin dall’antichità classica vivevano in Asia minore e nel Caucaso, nel Medioevo finirono, per la gran parte, sotto il dominio musulmano (arabo poi turco) vivendo in una ...

Milano romana

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L’invasione di popolazioni celtiche provenienti dalla Gallia e dalla Boemia del IV secolo a.C. segnò convenzionalmente il passaggio, in Italia settentrionale, dalla prima alla tarda età del ferro e rappresentò un vivace cambiamento per il Nord dell’Italia. Le impetuose tribù galliche si mescolarono agli insubri, ai liguri, agli etruschi e da ciò germinò una serie di insediamenti destinati a divenire in seguito grandi città, tra essi c’era anche il primitivo villaggio di Milano. Tito Livio racconta di un tale Belloveso che avrebbe raggiunto coi suoi galli la pianura padana e, proprio nel mezzo di essa, avrebbe fondato Mediolanum. Il sito, equidistante dagli approdi fluviali e al contempo protetto da attacchi esterni proprio dai fiumi, fornì agli uomini di Belloveso buone condizioni di abitabilità in una plaga smorta, piatta, acquitrinosa. Il toponimo Mediolanum indicherebbe proprio quel centro sorto in medio planum, al centro della pianura tra i fiumi Olona, Lambro, Seveso ed i torrenti...

Luigi Settembrini e l’amore paterno

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  Vinto il concorso per la cattedra di retorica e lingua greca nel Liceo di Catanzaro, nel 1835, Luigi Settembrini fu di lì a poco arrestato come cospiratore. Era sposato da qualche anno e aveva un figlio, Raffaele. Patì lunghi anni di detenzione nelle galere borboniche e lasciò drammatica testimonianza della sua vita nelle Ricordanze. Pregne di nobili ideali e puri affetti d’uomo, le pagine che scrisse esaltano spesso i sentimenti familiari più profondi, con una prosa piana e commossa, come quando ricorda quella volta in cui sua moglie e suo figlio si recarono al carcere a fargli visita, ma furono respinti: “Ero già in quel carcere da trentadue giorni che avevo contati ad uno ad uno, ad ora ad ora, e non sapevo nulla di mia moglie e del mio figliuolo rimasti in Catanzaro. Venne il custode e disse: Vostra moglie è venuta, e vi attende sopra. Come, è venuta? Sissignore, e attende il Commissario per vedervi. Ed ha condotto mio figlio? L’ha condotto. Dunque io la vedrò. Se viene il Co...

Bianca di Navarra e il Castello di Donnafugata

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Bianca di Navarra, regina consorte di Sicilia (dal 1402 al 1409) e di Navarra (dal 1425 al 1441) fu, già per gli storici umanisti di poco a lei posteriori, al centro di ricostruzioni biografiche che hanno il sapore della leggenda. Nell’anno 1402, Martino I “il Giovane”, re di Sicilia dal 1392, rimasto vedovo di Maria, figlia di Federico III d’Aragona detto “il Semplice”, sposò in seconde nozze la giovanissima principessa Bianca, figlia di Carlo III re di Navarra, della casa di Evreux, e di Eleonora di Castiglia. Le nozze vennero celebrate nella cattedrale di Palermo il 26 novembre 1402, dopodiché i due sovrani si stabilirono a Catania, in Sicilia. La vita coniugale, in verità, fin dall’inizio si rivelò difficile e spesso esasperata, anche se non priva di affetto e di reciproca stima. Alcuni anni più tardi, e precisamente nel 1409, mentre cercava di sottomettere la Sardegna, il giovane re Martino moriva e sul trono di Sicilia gli succedeva, come reggente, la moglie. Bianca, precedenteme...

La seconda offensiva unionista contro Vicksburg

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  Dal gennaio al maggio 1862 l’Unione aveva ottenuto una serie impressionante di successi. Le vittorie di Logan’s Crossroads (19/01/1862), Fort Henry (06/02/1862) e Fort Donelson (16/02/1862), Tennesse, e la conquista di Nashville (25/02/1862), avevano fatto crollare la lunga linea di Johnston nel Kentucky ed aperto la navigazione dei fiumi Tennessee e Cumberland alle forze unioniste nel cuore della Confederazione. La successiva vittoria di Pea Ridge, Arkansas (07-08/03/1862) e la conquista della strategica Isola n. 10, Missouri (08/04/1862) avevano eliminato qualsiasi potenziale minaccia dal dipartimento confederato del Trans-Mississipi. La prima vera avvisaglia su Vicksburg si concretizzò dopo la vittoria di Grant e Sherman a Shiloh Church, Tennessee (06-07/04/1862) e la conquista di New Orleans del retroammiraglio David Farragut (25/04-01/05/ 1862) che aprirono la strada verso la città fortezza sul Mississippi che, se conquistata, avrebbe spezzato in due tronconi la Confederazio...

De Chirico e la pittura metafisica

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“Louis Aragon lo ricorda, come la ricordo io, la sera in cui mentre stavamo con de Chirico in un caffè di Plage Pigalle entrò un ragazzo che vendeva fiori. De Chirico, che volgeva le spalle alla porta, non lo aveva visto e fu Aragon che, colpito dalla strana andatura del nuovo arrivato, si domandò se non fosse un fantasma. Senza voltarsi De Chirico cavò di tasca uno specchietto e, dopo aver esaminato a lungo l’immagine del ragazzo, rispose che effettivamente lo era”. Questo ricordo di André Breton ci introduce perfettamente alla complessa personalità di Giorgio de Chirico, ironica quando complessa ed ermetica. Prima che collaudasse la pittura metafisica, De Chirico volse lo sguardo alle grandi opere del Rinascimento. Quando quel vigore prospettico incontrò la malinconia delle piazze italiane e delle statue solitarie, germogliò il clima metafisico, la necessità di chiudere lo spazio in una parentesi magica, di cristallizzare l’inquietudine dell’attimo, di imprigionare una verità più pro...

Lucia Migliaccio, la seconda moglie di Ferdinando IV di Borbone

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  Lucia nacque a Siracusa il 18 gennaio 1770 dal Duca di Floridia, Vincenzo, e dalla Marchesa del Casale, Dorotea Borgia Rau, maggiorenti di Siracusa. I Migliaccio provenivano da Firenze ed erano attestati in Sicilia sin dal XIV secolo. Di straordinaria e precoce bellezza, appena undicenne, il 19 aprile 1781 a Palermo, Lucia fu data in moglie al Duca di Ciminna, Benedetto Grifeo del Bosco, primogenito venticinquenne (nato a Palermo il 17 novembre 1755) del Principe di Partanna, Benedetto III, Deputato del Regno, Gentiluomo di Camera e Consigliere di Stato di Sua Maestà. Il Principe di Partanna possedeva quel Casato dai tempi di re Ruggero (come attestavano autentici documenti) che per ricchezze e nobiltà, non aveva uguali in tutta la Sicilia. Lucia, che diede a Benedetto sette figli, visse d’amore e d’accordo con il marito, fino alla morte di lui, avvenuta a Palermo il 28 Marzo 1812. Nel settembre 1814 morì anche Maria Carolina moglie di Ferdinando di Borbone. Volendosi risposare, ...

Addestramento e crimini di guerra delle forze armate nipponiche

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Nell’analisi della condotta delle armate nipponiche nel corso della Seconda Guerra Mondiale colpisce la brutalità di operazioni sui civili in Cina, ma anche l’addestramento efferato, sia fisico che morale, a cui furono sottoposte. Il razzismo che le pervadeva costituì la base della Politica dei tre tutto: “uccidi tutti, brucia tutto, saccheggia tutto”. Nei racconti di Takeshi Maeda, Masayo Enamoto e Hajime Kondo c’è tutta la follia della guerra. La Marina, prima della guerra, era ossessionata dalla creazione di un piccolo corpo d’elite di aviatori, e i criteri di selezione erano rigorosamente rigidi. Meno dell’un per cento degli aspiranti YOKAREN (tirocinanti al corso di preparazione per aviatori navali) passava l’esame scritto iniziale e molti dei pochi fortunati che superavano quella scrematura sarebbero stati in seguito eliminati durante rigorosi esami fisici. I pochi selezionati che rimanevano venivano inviati all’addestramento di base. Ogni giorno cominciava con una sveglia alle 0...