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Maria Salviati, la moglie di Giovanni delle Bande Nere

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  Maria Romola Salviati (1499–1543) era figlia di Lucrezia, primogenita di Lorenzo de’ Medici, e di Jacopo Salviati: apparteneva quindi al ramo principale della Casata Medici, quello di Cafaggiolo. Maria entrò molto presto in contatto con quello che sarebbe divenuto il suo futuro sposo: nel 1509, infatti, il piccolo Giovanni venne affidato alle cure della famiglia Salviati dal momento in cui sua madre, Caterina Sforza (figlia illegittima – poi legittimata – del duca Galeazzo Maria Sforza e dell’amante Lucrezia Landrian), fu fatta prigioniera da Cesare Borgia a Roma. Giovanni apparteneva al ramo mediceo dei Popolani. Nel 1516 Maria sposò Giovanni de’ Medici, il celebre condottiero detto Giovanni dalle Bande Nere (1498-1526), che fin da giovanissimo si era distinto per la sua bravura nell’arte delle armi e per la sua intelligenza come capitano di una compagnia. Il loro matrimonio fu particolarmente importante perché per loro tramite si riunirono il ramo principale e quello popolano o...

La conquista del corpo. La violenza sessuale dei nazisti ad Est

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La ricerca accademica sull’Olocausto riconosce la centralità dell’Europa orientale come epicentro del progetto genocida nazista. L’Est è il territorio patrio della vasta maggioranza delle vittime e il luogo dei più ambiziosi e letali programmi di ingegneria demografica. In questo ambito, una crescente tendenza di studio è occupata dall’esame dei crimini sessuali nazisti, sia compiuti su ebrei che su non ebrei. Individuiamo tre tipi di violenza sessuale contro le donne (e non solo): 1) La violenza sessuale (stupro) intesa come qualunque rapporto non consensuale che implica un rapporto sessuale vero e proprio; 2) La violenza a sfondo sessuale. Ugualmente traumatica e brutale pur senza rapporto sessuale, essa è così analizzata dalla storica Brigitte Halbmayr: “il termine violenza a sfondo sessuale rende evidente che la violenza maschile contro le donne non riguarda la sessualità ma è una dimostrazione di potere da parte dell’autore ed include molte forme di violenza con connotazioni sessu...

L’Assistente al Soglio Pontificio

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La carica di Assistente al Soglio Pontificio sorse nel Cinquecento per volontà di Giulio II ed era la più alta dignità laica ereditaria della corte pontificia. Le ragioni della sua fondazione furono essenzialmente legati alla volontà di imporre la pace a due storiche fazioni della corte romana, i ghibellini Colonna e i guelfi Orsini. In effetti questa carica spettò, a turno, ai due nemici di sempre… Quella di Assistente al Soglio fu una prerogativa esclusiva spettante ai primogeniti di queste famiglie. La guerra tra le due fazioni era la principale fonte delle miserie di Roma e della sua campagna, degli intrighi, delle ribellioni. Bisognava porvi fine. Quando il papa, Giuliano della Rovere, cadde ammalato, nel 1511, e si temé la sua repentina dipartita, i baroni romani levarono la testa, di nuovo, come sempre, Colonna contro Orsini. Quando un buon bicchiere di malvasia ridonò la salute al pontefice, questi non mancò di richiamare all’ordine i soliti noti e impose loro di giurargli sott...

Emanuele Filiberto e la Pace di Cateau-Cambrésis

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  Dopo la Battaglia di San Quintino una seconda giornata di gloria fu vissuta sul campo di battaglia dal Duca di Savoia. Davanti a sé c’erano le truppe del maresciallo Paul de Thermes. Affrontarlo con l’intero esercito era impossibile perché avrebbe lasciato la strada spianata al Duca di Guisa fermo a Thionville. Emanuele Filiberto allora destinò un minimo delle sue forze al Conte di Egmont, 12.000 fanti e 3000 cavalieri, che avrebbe marciato su Gravelines per piombare alle spalle di Paul de Thermes. Le forze dei due schieramenti si equivalevano, ma ancora una volta era il fattore sorpresa che premiava il Duca di Savoia. La sua mossa tagliava le comunicazioni tra il Guisa e Thermes e quest’ultimo era convinto che non ci fosse nulla da temere quando si ritrovò circondato dal nemico. Tentò un ripiegamento lungo la spiaggia ma fu investito dalla cavalleria, resistette per due ore col fianco protetto dal mare poi apparvero dieci navi spagnole ed allora si generò il panico. I francesi s...

La granduchessa Bianca

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Le ultime parole di Bianca al suo confessore, fra Maranta, prima di spirare, furono per lo sposo: “Dite per me addio al mio signore Francesco de’ Medici, e ditegli che gli sono sempre stata fedele ed amorosa […] ditegli che lo prego di perdonarmi, se in qualche modo lo avessi offeso”. Bianca Cappello nasce a Venezia nel 1548 da un’antica e potente famiglia della Serenissima. Possiede un temperamento ribelle e appassionato, ma soprattutto una bellezza opulenta, che è immortalata dai più grandi pittori del Rinascimento. Bianca cresce con la seconda moglie di Bartolomeo, Lucrezia Grimaldi, una donna aspra e severa; forse per questo, quando ormai quindicenne, organizza una fuga d’amore con Piero Buonaventuri, gentiluomo di nobile famiglia decaduta. I due scappano a Firenze, forse portandosi dietro alcuni gioielli della famiglia Cappello. Su Pietro viene subito posta una taglia di 2000 ducati a beneficio di chi riuscirà ad assassinarlo, mentre per lei la Serenissima emette un provvedimento ...

Il genocidio degli armeni: origini e cronologia

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  L’attuale governo turco, come una parte del mondo accademico, tende a minimizzare, più che i numeri, le responsabilità ed il reale coinvolgimento del Movimento dei Giovani Turchi, al comando dell’impero ottomano dal 1908 fino alla sua dissoluzione nel 1918, nel genocidio armeno. Eppure le evidenze storiche sono chiare. Origini Gli armeni, in quanto cristiani, come gli ebrei, godono nel mondo arabo e musulmano dello status di “dhimmi”, di protetti, ma questa protezione ai non musulmani ha il suo rovescio della medaglia: un vero e proprio status di umiliazione, come precisa il Corano alla Sura IX, versetto 29, a proposito delle “djizya” (una delle imposte specifiche pagate dai dhimmi): «Combatteteli fino a che paghino la djizya, dopo essersi umiliati» (Georges Bensoussan, Gli ebrei nel mondo arabo). Gli armeni che, fin dall’antichità classica vivevano in Asia minore e nel Caucaso, nel Medioevo finirono, per la gran parte, sotto il dominio musulmano (arabo poi turco) vivendo in una ...

Milano romana

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L’invasione di popolazioni celtiche provenienti dalla Gallia e dalla Boemia del IV secolo a.C. segnò convenzionalmente il passaggio, in Italia settentrionale, dalla prima alla tarda età del ferro e rappresentò un vivace cambiamento per il Nord dell’Italia. Le impetuose tribù galliche si mescolarono agli insubri, ai liguri, agli etruschi e da ciò germinò una serie di insediamenti destinati a divenire in seguito grandi città, tra essi c’era anche il primitivo villaggio di Milano. Tito Livio racconta di un tale Belloveso che avrebbe raggiunto coi suoi galli la pianura padana e, proprio nel mezzo di essa, avrebbe fondato Mediolanum. Il sito, equidistante dagli approdi fluviali e al contempo protetto da attacchi esterni proprio dai fiumi, fornì agli uomini di Belloveso buone condizioni di abitabilità in una plaga smorta, piatta, acquitrinosa. Il toponimo Mediolanum indicherebbe proprio quel centro sorto in medio planum, al centro della pianura tra i fiumi Olona, Lambro, Seveso ed i torrenti...