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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

I Pignatelli Tagliavia Aragona Cortes

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Giovanna Tagliavia Aragona Cortes (1619-1692), V duchessa di Terranova, era l’unica figlia del nobile siciliano Diego Tagliavia d’Aragona (1596-1663), IV Duca di Terranova, IV Principe di Castelvetrano, Marchese di Avola, Grande di Spagna e di sua moglie, Stefania Carrillo de Mendoza y Cortez (1595-1635), Marchesa del Valle di Oaxaca, pronipote ed erede universale di tutti i beni, titoli e possedimenti messicani del famoso condottiero e conquistatore spagnolo dell’impero azteco, Hernán Cortés Monroy Pizarro Altamirano. Il 16 giugno 1639 la ricca ereditiera Giovanna sposò il cugino di secondo grado Ettore Pignatelli, IV principe di Noia e VI duca di Monteleone (1620-1674 – figlio di Fabrizio, principe di Noia e marchese di Cerchiara, e di Girolama Pignatelli, duchessa di Monteleone), erede del principato lucano (dal padre), del ducato calabrese (dal nonno materno) e del granducato di Spagna (dalla madre). Ettore ricoprì le cariche di viceré del Regno d’Aragona e Grande del Regno di Cast...

Fondamenti ideologici delle forze armate giapponesi e sconfitta nella guerra mondiale

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Il 07 dicembre 1941 la flotta imperiale giapponese attaccò la base aereonavale della flotta americana del Pacifico a Pearl Harbour facendo diventare la guerra in Europa un conflitto mondiale. Ma i semi di tale conflitto furono piantati decenni prima che si arrivasse alla Guerra nel Pacifico con l’elaborazione dei principi ideologici che avrebbero informato e plasmato la strategia politica e militare del Giappone. I fondamenti ideologici delle forze armate giapponesi e dell’espansione giapponese in Asia si ritrovano nel Rescritto imperiale per i soldati ed i marinai del 1882, nel Rescritto imperiale sull’Educazione del 1890 e nel Memorandum sulla difesa aggressiva del 30 ottobre 1890. I tre documenti in oggetto vennero redatti nel decennio 1880 – 1890 principalmente da Yamagata Aritomo (feldmaresciallo giapponese, due volte primo ministro del Giappone, e un membro di spicco del genrō, un gruppo d’élite di anziani statisti che dominarono il paese dopo la Restaurazione Meiji) insieme a In...

Dagli Stuart agli Hannover

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Proviamo ad analizzare brevemente le vicende che portarono la dinastia degli Stuart d’Inghilterra a cedere il passo agli Hannover. Il 27 marzo 1625, re Giacomo VI di Scozia e I d’Inghilterra prendeva congedo dal suo popolo, lasciando il posto al suo secondogenito maschio Carlo, essendo l’amato primogenito morto a diciotto anni di febbre tifoide. Per tutta la vita Carlo I ebbe alcuni, grandissimi difetti: una timidezza che sconfinava nell’arroganza, un complesso di inferiorità tremendo, dovuto all’eterno confronto con il fratello maggiore e alla sua balbuzie, e la certezza assoluta di non poter mai sbagliare. Come individuo privato, Carlo I aveva molte qualità: era coraggioso, riservato, cavalleresco appassionatamente devoto alla sua bella moglie, Enrichetta di Francia e ai suoi figli. Come re era discutibile. Dapprima egli si illuse di poter governare da solo; sciolse d’autorità il consesso e per undici anni il paese fu in balia di uno sfrenato dispotismo. Il re era appoggiato dal vesc...

La scherma italiana e Michel de Montaigne

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Il filosofo Michel de Montaigne nel suo Journal du voyage annotò d’aver veduto a Bologna “tirer des armes le Vénetian, qui se vante d’avoir trouvé des inventions nouvelles en cet art là, qui commandent à toutes les autres; comme de vray, sa mode de tirer est en beaucoup de choses differante des communes”. Non si è riuscito a capire chi fosse questo oscuro e innovativo maestro d’armi veneziano che nel 1581 dimorava a Bologna. A quel tempo a Bologna si trovava Lelio de Tedeschi. Solo su di lui può concentrarsi la nostra attenzione ma era bolognese, mentre gli illustri Angelo Viggiani dal Montone e Giacomo di Grassi, l’uno pure bolognese e l’altro modenese, maestri di scherma a Bologna, erano già morti. Fatto sta che de Montaigne ci informa che presso quella rinomata scuola era appena giunto pure le jeune seigneur de Montluc, probabilmente Carlo, pronipote di Biagio di Montluc. La vivacità della scherma italiana sul finire di quel secolo non si esauriva alla sola Bologna. Michel de Montai...

Il Museo Civico Gaetano Filangieri

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Esempio di quanto il collezionismo privato possa donare ad un territorio e ad una città, il Museo Civico Gaetano Filangieri principe di Satriano ospita circa tremila opere tra dipinti, sculture, porcellane, maioliche, mobili, stoffe ed armi. La progettazione e l’allestimento del museo si devono alla lungimiranza di Gaetano Filangieri, Principe di Satriano, nipote di quel Gaetano Filangieri autore de “La scienza della Legislazione”, che nel 1881 avanzò la proposta al Consiglio comunale di esporre le sue raccolte. L’allettante offerta fu presto accettata e l’8 novembre del 1888 il Museo aprì. L’eterogenee collezioni da allora, nonostante una chiusura al pubblico durata ben tredici anni, sono esposte nel quattrocentesco Palazzo Cuomo. Probabilmente progettato da Giuliano da Maiano, il palazzo presenta una solenne facciata a bugnato ed è una meraviglia del rinascimento napoletano. Fu spostato di circa 20 metri allo scopo di allinearlo lungo l’arteria di via Duomo. La visita inizia con la s...

Il Bresciano nella Guerra di Successione Spagnola

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Il primo Novembre del 1700 moriva a Madrid il Re di Spagna Carlos II de Habsburgo, per gli amici " el Hechizado ". Pur essendo il prodotto difettoso di secoli di unioni endogamiche " el Hechizado " dimostrava, nel suo testamento, di non avere capito nulla nominando erede il Duca d'Angiò, ovvero suo nipote Filippo di Borbone. Non apprezzando l'ipotesi dell'unificazione, sotto la dinastia dei Borbone, delle 2 corone di Francia e Spagna già dalla Primavera successiva il Regno d'Inghilterra, il Sacro Romano Impero e la Repubblica delle Sette Province Unite avviavano una serie di operazioni militari unendosi in un alleanza militare successivamente ratificata a l'Aia, il 7 Settembre del 1701, con la firma del Trattato omonimo. La Serenissima invece aveva adottato, nei confronti delle potenze belligeranti, una politica di neutralità armata, concedendo a queste la facoltà di far transitare le loro truppe attraverso il suo territorio. Concretamente però f...

Repubblicani e monarchici nel Risorgimento

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Il 17 marzo de 1848, Venezia insorgeva liberando dalle prigioni Daniele Manin e Niccolò Tommaseo e proclamando la repubblica il 22 dello stesso mese. La scelta di questo tipo di ordinamento creò non poca confusione nel fronte antiaustriaco e lo spaccò tra monarchici e repubblicani. Milano, con un plebiscito, si unì al Regno di Sardegna, perché invece Venezia fu tenacemente ostile a sostenere una corona? Alessandro Poerio – lo riporta Vittorio Imbriani in Alessandro Poerio a Venezia – così scrisse alla madre il 17 maggio di quell’anno: “Tutte le speranze dei Veneti son nei Napoletani: hanno ripugnanza invincibile per Carlo Alberto, e costui si conduce male con essi”. Ribadì il concetto in una lettera al fratello Carlo: “Ho trovato i Veneti mal disposti verso Carlo Alberto, il quale finora si conduce indegnamente con loro”. Allo stesso modo nel Memoriale Veneto si legge: “Giorno 31 – il Comitato provvisorio di Padova, per parte sua e de’ Comitati di Treviso, Rovigo e Vicenza, intima al G...

L’influenza della Battaglia di Canne sul pensiero militare

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In nessun momento Canne è scomparsa dalla storia militare, ma la sua memoria, specialmente la sua memoria moderna, ha assunto un impulso proprio, accelerando la battaglia al livello di leggenda e glorificando Annibale come sua mente. Probabilmente, anche se questo è proceduto di fronte a una inevitabilità: tutte le battaglie decisive producono perdenti e vincitori, sia vittime che vincitori. Poiché né Annibale né Cartagine ebbero molto futuro, la memoria di Canne e della sua perpetuazione ricadde su chi l’aveva persa. Per Polibio e Livio, la battaglia fu un disastro, attribuita più all’incapacità e all’inesperienza di Terenzio Varrone che all’astuzia di Annibale. Nel resto degli storici – Plutarco, Cesare, Tacito, Svetonio, Sallustio e Vegezio – l’assenza di qualsiasi analisi, e persino di una specifica menzione della battaglia, attesta probabilmente una propensione a trascurare quello che, a detta di tutti, fu un misero episodio per Roma. In altre parole, Canne, nella misura in cui fu...

L’impossibile equazione: la logistica e il rifornimento dell’Operazione Barbarossa

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La Germania si trovò di fronte a difficili sfide nelle infrastrutture, nelle risorse e nell’approccio per risolvere gli enormi problemi logistici che l’Operazione Barbarossa avrebbe implicato. *** L’operazione Barbarossa ebbe il suo tallone d’Achille nella logistica Il Terzo Reich avrebbe dovuto essere, secondo i nazisti, l’espressione della modernizzazione, comprendente sia un rinnovamento nazionalista e spirituale che un progresso tecnico. Un elemento fondamentale di ciò era lo sposare il veicolo a motore e la sua promozione per soppiantare le ferrovie. Di conseguenza, nell’ autunno del 1939, la trascuratezza aveva portato ad un deterioramento critico delle ferrovie con meno locomotive e materiale rotabile del 1914. Tuttavia la motorizzazione non aveva colmato il vuoto nel settore dei trasporti in Germania, il che impediva il progresso economico e ostacolava il ritmo di conversione dall’infrastruttura su ferro a quella su gomma. Alla radice vi erano inalterabili condizioni economiche...

La battaglia di Almansa

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Battaglia decisiva nella Guerra di Successione Spagnola si tenne il 25 aprile del 1707 ad Almansa. Gli asburgici erano sbarcati ad Alicante e si mossero verso Yecla e Villena, attraversarono il territorio di Caudete ed avanzarono in direzione di Almansa per dar battaglia a James FitzJames, il duca di Berwick, a capo dei borbonici che ancora attendevano i rinforzi del duca d’Orleans. Alle undici del mattino i due eserciti erano già uno di fronte all’altro, entrambi formati su due file. Sicuri di affrontare un nemico debole, gli asburgici contavano trentamila uomini, tra fanteria e cavalleria. Sotto il comando supremo affidato al portoghese António Luís de Sousa, marchese de Minas, c’erano una prima linea costituita dal conte di Villaverde e da Henri de Massue, conte di Galway, militare britannico, e una seconda con Juan de Atayde, generale di cavalleria, il conte di Atalaya, il tenente generale Frison e il maresciallo di campo Pedro Vasconcellos. Davanti a loro, l’esercito borbonico, pa...

Lepanto 1571, rosario e armi

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Il 7 ottobre del 1571, Battaglia di Lepanto. Nel Golfo di Patrasso, due grandi flotte da guerra si scontrarono in una battaglia titanica che le narrazioni tinsero di eroismo e manifestazioni soprannaturali. Una di queste avvenne nella galea reale, dove era imbarcato Giovanni d’Austria, fratello di Filippo II e comandante in capo della Lega Santa. La galea reale portava un enorme crocifisso sull’albero maestro e i musulmani, consapevoli del terribile impatto che avrebbe provocato sul morale dei cristiani la sua distruzione, orietarono contro l’effige i loro colpi. La loro sorpresa fu grande quando il Cristo si piegò a destra evitandone uno. Questo prodigio incoraggiò alla lotta i cristiani. L’Impero Ottomano andava erodendo territori su territori. Era una potenza minacciosa che la cristianità divisa non poteva fronteggiare vittoriosamente. Quando però fu evidente il pericolo di perdere Cipro, si mosse Papa Pio V e radunò in alleanza la sua armata, le repubbliche di Venezia e Genova, l’I...

Il naufragio della USS Hornet

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Il brigantino armato come uno sloop da guerra, USS Hornet, varato nel 1805 a Baltimora affondò al largo di Tampico, in Messico, il 29 settembre, 1829 in una violenta tempesta. La “Spedizione Barradas” è un episodio bellico piuttosto dimenticato che vide una forza militare inviata da Fernando VII di Spagna a riconquistare il Messico indipendente, nel 1829. La guidarono il brigadiere Isidro Barradas ed il colonnello Miguel Salomón, veterani della guerra contro Simón Bolívar. Essi, dall’isola di Cuba si portarono sulla costa di Tampico sulle navi del capitano Ángel Laborde e, sperando in un sollevamento popolare in loro favore, si inoltrarono nei territori dello stato di Tamaulipas fino a quando, logorati da febbre e fame, non furono sopraffatti da Antonio López de Santa Anna. Il fallimento della spedizione si tradusse in un consolidamento dell’indipendenza del Messico. Nel quadro di questa vicenda si consumo una storia tragica: il naufragio della nave da guerra americana USS Hornet a La...

Galileo, il cannocchiale, la luna

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Quando, nel 1609, ebbe notizia dell’invenzione, da parte dell’olandese Hans Lippershey, di uno strumento che permetteva di vedere ingranditi oggetti lontani, Galileo volle conoscere questa lente magica chiamata “vetro prospettico” e pensò subito di migliorarla. Il telescopio di Lippershey aveva un ingrandimento di appena tre volte, Galileo lo perfezionò e lo potenzio per rivolgerlo verso la volta celeste, compiendo osservazioni che mai nessuno aveva potuto compiere. Era già noto per aver scoperto la legge dell’isocronismo delle oscillazioni del pendolo, ma col Sidereus nuncius, scritto nel 1610, avrebbe fornito conferma sperimentale dell’esattezza della teoria eliocentrica enunciata da Copernico come semplice ipotesi matematica. Da questo testo si ricava una interessante descrizione della costruzione del cannocchiale: “Circa dieci mesi fa ci giunse la notizia che era stato costruito da un certo Fiammingo un cannocchiale, per mezzo del quale gli oggetti visibili, pur distanti assai dall...